San Marco

Dagli archivi Parrocchiali e dalla curia arcivescovile di Torino

I Parroci di Buttigliera Alta

a cura di Oscar Boero

1) Dopo l’erezione a Parrocchia nel 1595, e resasi indipendente da quella d’Avigliana, il primo Parroco fu Don Ludovico Mattiotto da Favria, il quale amministrò questa Parrocchia dagli ultimi anni del 1500 fino al 4 settembre 1653 quando morì. Doveva essere stato molto giovane quando gli fu affidata Buttigliera, vista la durata del suo operato. Questo Parroco fu scelto dal Consiglio dei Notabili del Paese composto da Valetti Michele, Moitre Andrea, Bello Giacomo, Ghigliotto Andrea, Bramante Giovanni, Valetti Giacomo, Moitre Pietro, Chiabotto Bertino, Boero Stefano, Ghigliotto Filippo, Boero Michele, Reviglio Pietro, Andreis Giacomo, Moitre Giovanni, Margrita Giacomo, Bertinetti Graziano, Facio Rosso Battista, Rossetti Biagio e Aschieri Battista.

Interno della Chiesa Parrocchiale

In seguito, fino a Don Lerda compreso, i Parroci furono nominati dai Conti Carron di San Tommaso Briançon. Si hanno notizie, nell’ultimo quarto di secolo del 1500, di un certo Don Facio Rosso Martino che svolgeva le funzioni, molto autonomamente, rispetto agli allora nostri Parroci d’Avigliana.

2) Gli successe Don Pietro Bramante di Caselette, che resse la Parrocchia fino alla sua morte avvenuta il 18 maggio 1657.

3/4/5) Dal 1657 al 1670 in mezzo ad eventi bellici molto tristi ed oscuri per il Ducato di Savoia, furono Parroci (non sempre presenti in Paese) Don Giovanni Marucco, Don Stefano Favro di Giaveno e Don Domenico Nicola Scarazzo di Avigliana.

6) Finalmente, nel 1670 si stabilì, in modo permanente, Don Niccolò Rore proveniente dai pressi d’Ivrea.

7) Don Rore nel 1684 cambiò questa Parrocchia con quella di Valgioie, da dove provenne Don Michele Antonio Caveglia, il quale fu Parroco dal 26 marzo fino al 20 maggio 1734 quando morì. E’ sepolto sotto il pavimento della chiesa, in corrispondenza dell’Acquasantiera, vicino alla porta, entrando sulla destra.

8) Don Giovanni Tommaso Fornello, che arrivava da Monastero Di Lanzo, prese in consegna la Parrocchia il 20 giugno 1734 e vi restò fino al giorno del suo decesso il 7 aprile 1764. E’ sepolto anche lui in chiesa all’altezza dell’Altare Maggiore verso la Madonna del Rosario.

9) Il 13 maggio 1764, fu eletto Parroco Don Carlo Emanuele Ignazio Bussi da Torino ed operò fino al 20 giugno 1768 quando si trasferì alla Parrocchia di San Raffaele Cimena.

10) Nel 1768, il 25 settembre, da Carrù (Cuneo) giunse Don Carlo Giuseppe Borghese e restò nel nostro Paese fino al 29 maggio 1772, giorno della sua morte. Il luogo della sua sepoltura è vicino a quello di Don Fornello.

11) Il suo successore, sempre da Carrù, fu il fratello Don Bartolomeo Borghese  già Viceparroco. Rimase alla guida della Parrocchia dal 4 ottobre 1772 al 9 aprile 1794.

12) Don Michele Andrea Paciotti, figlio di Cesare, proveniente da Avigliana, resse la Parrocchia, purtroppo, per soli 10 mesi fino alla sua morte il 15 marzo 1795. La causa di questa morte improvvisa fu il fatto che, un giorno, all’imbrunire, fu assalito in casa da tre ladri rimasti sconosciuti e dai quali fu ferito al petto. Da quel giorno per la paura non si riebbe più e morì di crepacuore.

13) Arrivò da Col San Giovanni Don Giuseppe Bernardo Gallino, già Vicecurato di San Giovanni in Avigliana; morì il 15 maggio 1802, all’età di 36 anni, a causa di una malattia durata più di tre mesi che l’aveva costretto, addirittura, a dimettersi pubblicamente in occasione della Santa Messa.

14) L’ultimo Parroco nominato dai Carron fu Don Giuseppe Antonio Maria Lerda di Caraglio (Cuneo), già Vicecurato di Santa Maria in Avigliana. Si stabilì a Buttigliera nell’ottobre 1802 vi rimase sino al decesso avvenuto il 10 gennaio 1850.

15) Veniva invece da Volvera Don Domenico Peretti, Parroco dal 17 febbraio 1850, sino al 1 aprile 1893, giorno del decesso. E’ curioso notare che, quasi negli stessi giorni, morì sua sorella gemella, che era anche la sua perpetua.

16) Don Tommaso Migliore, da Villastellone, fu l’unico a diventare, successivamente, Monsignore. Fece solenne ingresso il 19 novembre 1893 e morì il 27 febbraio 1929. Gli anziani del Paese ricordano ancora che, com’era uso all’epoca per i Vescovi, la salma fu sistemata, prima del funerale, su di una sorta di Sedia Gestatoria.

17) Don Bernardino Costamagna, da Villafranca Piemonte, arrivò nel nostro Paese il 28 luglio 1929 e vi restò fino al 20 maggio 1945, giorno in cui fu trasferito al Santuario del Sacro Cuore di Maria a Torino. Egli era stato il primo nominato non più dalla Curia, ma direttamente dall’Arcivescovo di Torino. Resta impresso nei ricordi dei Buttiglieresi il suo operato durante la Seconda Guerra Mondiale quando, in una particolare occasione, riuscì con la sua magistrale mediazione ad evitare che il Paese fosse dato alle fiamme dai Tedeschi.

18) Arrivava da Balme Don Lorenzo Guglielmotto: da questo momento è in pratica storia dei nostri giorni. Dal suo arrivo nel 1945 resse la Parrocchia, prima di trasferirsi in un’altra di Torino, fino al 1962. Si stabilì poi a Torino fino alla morte, avvenuta qualche tempo fa.

19) Fu sostituito da Don Angelo Musso  di Torino, fino al 1969, anno della sua morte. Un anno prima Ferriera era stata eretta a Parrocchia indipendente con Don Antonio Zambonetti  da Balangero, al quale successe nel 1980 Don Giuseppe Raglia da San Francesco al Campo. Sempre nel 1968 Don Musso dovette subire la drammatica e sacrilega sottrazione dell’antichissima statua lignea della Madonna dei Boschi.

20) Giunse da Mathi Canavese Don Aldo Guglielmo Vallino, che è stato con noi fino al 1997 per poi ritirarsi nel Paese natio per un meritato riposo.

21) Dal 1997 la parrocchia è retta da Padre Vladimiro Robak coadiuvato dapprima da Padre Francesco ed in seguito da Padre Michele.

22) Padre Vladimiro è aiutato dal 2002 da Padre Tommaso e Padre Mirko che hanno preso il posto di Padre Michele.

22) Dal 13 Settembre 2003 la parrocchia è retta da Don Luigi Palazziol, proveniente dalla parrocchia di Collegno.

In questi 400 e più anni, tantissime cose si potrebbero scrivere ancora sull’operato dei Parroci e coordinatori, specialmente i più antichi, poiché degli ultimi è nella memoria e sotto gli occhi di tutti il lavoro svolto, senza soluzione di continuità, dall’uno all’altro fino ad arrivare all’erigendo Centro Famiglia.

I Buttiglieresi, naturalmente, dal canto loro, hanno sempre sostenuto ed appoggiato le volontà e le iniziative dei loro Parroci sotto ogni punto di vista.